Alberto Salvalaio

Selezione di Articoli e Recensioni

Presentazione, contenuti e note  

Selezione di articoli vari e recensioni, pubblicate su carta o web, Materiali grafici di vario genere
Sito personale che raccoglie scritti di vario genere e creazioni grafiche. Leggi gli articoli sugli eventi musicali e culturali dal 2007 ad oggi, pubblicati da testate giornalistiche e siti tematici. Cerca nella sezione Poster Art la locandina che più ti piace.
Puoi trovare informazioni su:
Street Festival a Novara, Giovani Espressioni 2007 con l'intervista a Linea 77, libro sul progressive rock italiano, recensione concerto live di Avion Travel, sempre street festival versione "riserva", musica klezmer, poesie haiku, la sinagoga di Vercelli, un'inchiesta sul mondo della notte a Novara, recensione dell'album omonimo della band Electric 69, recensione sul libro di Alessandra Boccalatte e Giovanni Savoini sul canile ENPA di Gattinara. Recensioni pubblicate su siti web specializzati di dischi di Don Caballero, June of 44. Recensioni di concerti di Mudhoney a Torino, Slint a Bologna, Rosolina Mar a Milano, Cul de Sac sempre a Milano.
 
Per info e contatti consultare la pagina "Profilo e formazione".
 

 Aggiornamenti: 

Nuovi Articoli 4: Gelido come il Jazz (Novara Jazz Winter 2012)
Nuovi Articoli 4: Questione di carattere. A Novara lo stile tipografico dell'Alabama con le creazioni di Amos Kennedy
Nuovi Articoli 4: Dinosaur Jr performing "Bug" at Circolo Magnolia, Segrate (MI)
Nuovi Articoli 4: Zombilandia: da mostri a icone pop. La lunga marcia dei morti viventi
Nuovi Articoli 3: Rivoluzione binaria: 01.org - "La conoscenza è solo un grande plagio"
Nuovi Articoli 3: Enjoy Santa Claus. Verità e leggenda intorno al mito di Babbo Natale e al pubblicitario che lo rese immortale
Nuovi Articoli 3: Retro Mania: Tutti figli di Elvis. Saranno brillantina e pin-up a spazzar via ciò che rimane del revival anni ’80?
Recensioni sul Web: The Sonics – live, 2 luglio, Festival Beat – Salsomaggiore Terme (PR)
Nuovi Articoli 3: Un progetto musicale del pianista Antonio Zambrini rielabora in chiave jazz la musica dei Procol Harum
Nuovi Articoli 3: Il Bardo di New York, Jack Hardy
Nuovi Articoli 3: Come Dynamite Bla e Signora: l'indie-folk degli Electric & Domestic
Nuovi Articoli 3: Londra chiama: i MiniVip rispondono
Recensioni sul Web: Sisteen Horsepower - Sackcloth ‘n’ Ashes - A&M, 1995
Nuovi Articoli 3: Il Principe dell'Intermezzo: Vinicio Capossela inaugura il Parco Culturale "Terre di Vino e di Riso"
Nuovi Articoli 3: La rinascita delle Posse: il concerto di Bellinzago e l'intervista ai 99POSSE
Nuovi Articoli 3: Il muro del suono: presentazione del libro sui Pink Floyd di Glen Povey
Nuovi Articoli 3: Luci a San Siro: l'evento Milan-Novara di Coppa Italia
Nuovi Articoli 3: King Suffy Generator - 60 Minutes Circle + Intervista
Recensioni sul Web: Dolcelete - Il sogno più strano (Ultrasounds Records, 2010)
Nuovi Articoli 3: Impulsi Jazz - Un nuovo album per il Marcello Testa Trio
Nuovi Articoli 3: L'imprevista armonia del caos - La musica del Disordine delle Cose
Nuovi Articoli 3: Mondo Cover! - La storia del fenomeno delle cover; Novara una città per cantare (canzoni altrui)
Nuovi Articoli 3: Furia sonora contro il silenzio - Intervista a Foggylane
Nuovi Articoli 2: Lo strano caso dei Fratelli Rigoni
Nuovi Articoli 2:  Musica Primordiale - Il nuovo disco del compositore e chitarrista Andrea Trecate
Nuovi Articoli 2:  L'obiettivo del Ghiro - Dal concorso letterario alla casa editrice per l'autore Antonio Mesisca
Nuovi Articoli 2:  Sono uscite le materie - Nuovo album per Marcilo Agro e il duo Maravillha
Nuovi Articoli 2:  Evoluzioni nella musica estrema - Un EP multimediale per Psychofagist
Nuovi Articoli 2:  I predicatori del Rock 'n' Roll - Nuovo album e mini tour europeo per la band ossolana
Nuovi Articoli 2:  La nebbia oltre il ROCK - Intervista ai novaresi Fog in The Shell
Nuovi Articoli 2:  Le Piccole Iene - Il miglior music club d'Italia è a Romagnano Sesia
Nuovi Articoli 2:  Street Art! Istruzioni per l'uso: viaggio all’interno di una controversa forma d’arte urbana e tra i suoi protagonisti ...
Nuovi Articoli 2:  Effetto Obama: gli stranieri novaresi esprimono la preoccupazione per gli avvenimenti ...
Nuovi Articoli 2:  Il rock del Verbano a Hollywood: una band del VCO alla ribalta nel mondo del cinema 
Nuovi Articoli:  Intervista a Roy Paci + box biografia
Nuovi Articoli:  La "meta" del rugby novarese
Recensioni sul Web:  Sonic Youth concerto a Bolzano, 11 ottobre 2008, spazio Stahlbau Pichler
Recensioni sul Web:  concerto Calexico al Rolling Stone di Milano, 18-10-2008
Recensioni sul Web:  The Mars Volta concerto allo Spaziale Festival di Torino 
Nuovi Articoli:  breve sull'edizione 2008 del Novara Street Festival
Nuovi Articoli:  Fumetti In Piazza - Due giornate ricche di eventi e ospiti per raccontare la letteratura disegnata all'ombra della Cupola
Recensioni sul Web:  Jon Spencer Blues Explosion al Live Club di Trezzo d'Adda (MI)


Nota: potrebbero esserci delle piccole variazioni tra il pubblicato e il testo riportato qui, dovute a cambiamenti dell'ultimo momento non corretti successivamente sul file della bozza originale utilizzata nella realizzazione di questo sito.
La visualizzazione dell'impaginato della pagina potrebbe subire certe incongruenze a seconda delle impostazioni dei vari monitor.

 

La riproduzione o citazione del materiale qui riportato è limitata dalle norne di utilizzo delle varie testate o siti di pubblicazione. Potete consultare i rispettivi siti per conoscerne le condizioni d'uso. E' comunque sempre gradita la citazione dell'autore.

 

 

"Giovani Espessioni" vince un gruppo novarese (Il Periodico Novarese, luglio/agosto 2007)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La proposta di un concerto, non solo come momento d’intrattenimento e aggregazione, ma anche come occasione per fare cultura”. Questa la dichiarazione d’intenti che si trova consultando il sito web di Giovani Espressioni, festival musicale giunto ormai alla sua sesta edizione.

La lunga serie di concerti dal vivo si è tenuta anche quest’anno al parco ‘Caduti di Tutte le Guerre’ per tutto il mese di giugno, per poi concludersi domenica primo luglio con il Sun Day, un’intera giornata dedicata alla musica dub e reggae.

Così come l’anno scorso, ad aprire il festival ci hanno pensato i giovani delle scuole della provincia di Novara con la loro “Festa dell’Arte”, rassegna di musica studentesca, che ha proposto come ospite principale dj Boosta, membro della band torinese Subsonica.

Se si considera anche la performance del giorno prima del poliedrico dj statunitense Spooky, nel cortile del Broletto, come originale conclusione per il Jazz Festival, Novara si è inaspettatamente trasformata per due giorni, in una sorta di piccola capitale della musica elettronica.

Esclusa la parentesi beat anni sessanta dei novaresi Look Merenda, a farla da padrone durante il primo fine settimana sono stati ancora mixer, campionatori e sonorità hip-hop con le due serate di Espressioni Elettroniche

Il week end successivo è stato, invece, nel segno del rock più energico. A cominciare dal tributo ai Deep Purple, continuando con il rock ‘n roll dei verbanesi Electric69, fino alla serata clou di sabato 23 con i Linea77. A scatenare il numeroso pubblico, accorso da tutta la provincia, ci hanno pensato prima gli Spire Fear da Novara, poi i cinque torinesi, che non hanno sicuramente deluso i propri fan, sia proponendo pezzi tratti da tutta la propria produzione discografica, sia concedendosi, a fine concerto, alle foto e agli autografi di rito.

A partire da giovedì 28 si è tenuto poi il “GE07 Contest”, cioè la competizione tra le band emergenti che metteva in palio vari premi, tra cui la partecipazione al Mei Fest di Faenza e al prossimo Novara Summer Festival nel 2008. Tre serate, otto band ad esibirsi di fronte alla giuria di esperti per definire i quattro migliori gruppi che hanno accesso alla finale del 30 giugno. Ad ogni serata ospite un artista già affermato, per chiudere in bellezza. Quest’anno sono stati invitati Kama da Milano per il giovedì, con il suo pop semplice ed essenziale. Marco Notari, il venerdì, cantautore dai toni intensi e cupi. E Valentina Lupi, il sabato.

La “battaglia” conclusiva a suon di accordi e assoli s’è consumata tra i Lisergia, pop-rock da Roma, Marco Saltatempo con la sua musica elegante e ricercata da Caserta, i nostalgici Musta da Novara e i Park Avenue, anch’essi novaresi. La vittoria è andata proprio ai Park Avenue col loro brit-rock spensierato e i loro riff accattivanti. La band, di recente formazione, con questo nuovo successo ingrossa la bacheca dei trofei, inaugurata con l’affermazione al concorso vercellese “Alza il Volume” e con quella all’ultima edizione di “Emergenza Rock” di Milano.

Come per le precedenti edizioni a curare tutta l’organizzazione è stata l’agenzia di spettacolo Staff Millennium di Novara. Per capire un po’ di più della storia del festival e del “dietro le quinte” abbiamo contattato Alessio Arezzi, direttore commerciale e co-fondatore dell’agenzia.

Com'è iniziata l'avventura di Giovani Espressioni?

“Giovani Espressioni, nasce nel 2002 con una filosofia semplice: confrontarsi con i diversi musicisti italiani e conoscere, appunto, nuove espressioni musicali. L'idea è nata in collaborazione con l'allora assessore alle Politiche Giovanili Teresio Colombo”.

Dal tuo punto di vista come valuti l'impegno dell'amministrazione comunale verso i giovani?

“Credo che in questi anni l'amministrazione comunale sia sempre stata interessata e presente nel supportare il panorama giovanile, in ambito non solo artistico. Forse qualche limite nella comunicazione e nella promozione dell'arte giovanile vanno ricercati in certi errori del passato. Manca, secondo me, un ulteriore sforzo comune che possa ampliare il panorama dell’offerta culturale”.

Tra i numerosi artisti che nel corso di questi anni sono passati sul palco di GE chi ti ha colpito

maggiormente?

“Ho potuto vedere molti artisti durante le varie edizioni, chi più famoso e chi meno. Sicuramente coloro che hanno segnato l'evento con un marchio a fuoco sono stati i Negroamaro, band oggi molto conosciuta, ma allora... Sono stati, in un certo senso, i nostri portafortuna e hanno dimostrato come si può investire puntando sui giovani, nel rispetto della filosofia che contraddistingue il nostro  festival. Anche per artisti come L’Aura e Finley abbiamo seguito lo stesso principio, privilegiare il valore artistico, cercando di anticipare i gusti e le tendenze musicali, per evitare le interferenze che il successo commerciale porta con sé”.

Quanto tempo dedicate all'organizzazione di GE?

“La preparazione di un festival richiede molto tempo, sono mesi di lavoro e lunghe attese, non basta la sola passione per realizzare un festival. Bisogna credere profondamente nel progetto per arrivare alla sesta edizione”.

Puoi già anticiparci qualche novità per la prossima edizione 2008?

“Non posso ancora anticipare molto, ma vi posso assicurare che per la settima edizione ci sarà una vera e propria rivoluzione sia sul piano artistico che nell’organizzazione. Siamo ormai collaboratori stabili di MEI e AUDIOCOOP, quindi potremo puntare ad essere un festival satellite, con i vantaggi che ne derivano. L’interesse è quello di  far crescere ulteriormente l’offerta artistica e arricchire il panorama della musica giovanile di Novara, ovviamente sempre in collaborazione con le istituzioni cittadine, a cui vanno i miei ringraziamenti per quanto fatto insieme finora”.

"Giovani Espressioni" box intervista Linea 77 (Il Periodico Novarese, luglio/agosto 2007)

 

Linea 77 si formano a Venaria (Torino) nel 1993. Subito si distinguono per il sound insolito nel  panorama italiano, supportato da un’intensa attività live. Nel 1995 incidono il loro primo demo autoprodotto che suscita l’immediato interesse di pubblico e critica specializzata. Nel 1996 arriva il primo ingaggio e la pubblicazione di due album. Il successo non passa inosservato, tanto che il seguente LP ‘Ketchup Suicide’ è pubblicato dall’etichetta inglese Earache Records.

La definitiva consacrazione in patria arriva però con ‘Numb’ del 2003, e con il tour collegato che li porta ad esibirsi davanti a platee vastissime. I Linea 77 sono Dade, Emo, Nitto, Chinaski e Tozzo. Ed è proprio a quest’ultimo che abbiamo posto qualche domanda.

Cominciamo dalla vostra città. Come reputi la scena musicale torinese?

“Direi che è ottima. Storicamente è sempre stata una città molto attiva sul piano della musica. Ci puoi trovare di tutto, e di ottimo livello, dal metal all’elettronica, al dub, allo ska e anche gruppi hip hop”.

Proseguiamo con il nome. A cosa si riferisce?

"La linea 77 è semplicemente il mezzo con cui andavamo quotidianamente alla sala prove."

Quanto alle influenze, cosa ascoltavi negli anni Novanta?

“Moltissimi gruppi nu-metal, Deftones, Korn su tutti. E poi cross-over, Rage Against The Machine, System of a Down, Soulfly. Ma anche molto hip hop e, perchè no, del pop. Britney Spears ha una produzione allucinante”.

E cosa ascolti adesso?

“Davvero non saprei cosa risponderti… Non ascolto molta musica in questo momento. Pochissima roba recente comunque. I My Chemical Romance e qualcosa della nuova scena cross-over britannica, se proprio devo fare dei nomi”.

Avete fatto molti concerti all’estero. Qual è la data che ti è rimasta più impressa?“Senza dubbio Istanbul. Ero partito con alcuni preconcetti, soprattutto per certi fatti di cronaca politica. Ma è stata una data memorabile. Sonavamo con i Soulfly e il pubblico è stato grandioso”.

Avion Travel (Il Periodico Novarese, settembre/ottobre 2007)

Tappa sotto la cupola per la Piccola Orchestra Avion Travel. Il quartetto napoletano si è esibito in piazza Martiri lo scorso 21 luglio regalando al pubblico, accorso numeroso, le particolari sonorità della loro musica eclettica, misto tra pop, jazz e infinite altre contaminazioni.

Già vincitori del festival di Sanremo (e per la seconda volta del Premio della critica e della giuria di qualità) nell’edizione 2000, si formano a Caserta nel lontano 1980, proponendo dapprima un rock classico, svoltando poi verso uno stile più marcatamente pop, fino alla definitiva consacrazione del loro stile attuale, così personale, avvenuta con l’album “Bellosguardo", pubblicato nel 1992.

Progetto “aperto” quello degli Avion Travel, che forti della loro vocazione ad una musica “world” senza confini, tuttaltro che provinciale e ripetitiva, collaborano nel corso degli anni con personaggi del calibro di Arto Lindsay, geniale produttore brasiliano-newyorckese, di Elisa e Caterina Caselli, che cantano nell’album “Poco mossi gli altri bacini” del 2003, di attori come Fabrizio Bentivoglio e Sergio Rubini, con cui la poderosa creatività del gruppo può sfogarsi anche in una dimensione “visiva”.

A Novara presentano il loro ultimo lavoro (il quattordicesimo!) “Danson metropoli - Canzoni di Paolo Conte” pubblicato nel gennaio di quest’anno. Com’è evidente, l’album nasce dall’ennesima collaborazione di rilievo, quella con Paolo Conte, autore e produttore delle undici tracce, oltrechè  interprete insieme a Gianna Nannini del singolo di grande successo Elisir.

Peppe Servillo, volto e voce del gruppo, Fausto Mesolella alla chitarra, Mimì Ciaramella alla batteria e Vittorio Remino al basso s’impegnano con la solita eleganza in questo tributo al cantautore astigiano, riuscendo a creare atmosfere delicate e sottili che catalizzano l’attenzione del pubblico anche grazie alla teatralità di un’interpretazione mai scontata o banale.

La serata evidenzia la maestria e l’attenzione che il gruppo campano ha da sempre dedicato alla dimensione concertistica e al rapporto diretto col pubblico, caratteristica che li ha resi richiestissimi anche fuori dalla penisola, con tournè che hanno toccato i teatri di Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna e, soprattutto, Francia. Momenti di vera e propria recitazione teatrale in dialetto, con tanto di fantasiose scenografie quasi improvvisate, si alternano ai successi vecchi e nuovi della lunga carriera della Piccola Orchestra come Dormi e sogna, Sentimento e Elisir.
La serata segna l’ultimo evento musicale di un certo livello per il Summer Festival 2007, che ci rimanda a inizio settembre con la musica classica del “Novara Classique” e la due giorni del “Novara Danza Festival”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

"Progressive" italiano: viaggio nel rock di casa nostra (Il Periodico Novarese, luglio/agosto 2007)

Il video trasmette le immagini di un concerto dei King Crimson, alcuni amici dall’aria assorta siedono sparsi per la stanza, stipati in ogni angolo ci sono migliaia di dischi.
E’ così che nasce questo libro. Da una passione. La passione per il rock. Per un certo tipo di rock. Quello degli anni settanta, un periodo forse irripetibile per qualità e quantità nella produzione discografica.

Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone , ci guidano con competenza attraverso il complesso universo di quello che fu definito dai critici il ‘rock progressivo italiano’. Un movimento che trae le sue origini intorno alla fine degli anni sessanta in Inghilterra, e che viene recepito in maniera straordinaria in Italia, vedendo così la nascita di un’infinità di gruppi, secondi per numero solo a quelli britannici. L’idea era quella di far progredire il rock dalle sue radici blues, attraverso le contaminazioni con altri generi come la musica classica, il jazz e il folk.

Con il prezioso aiuto del critico musicale novarese Riccardo Bertoncelli e sotto la guida del misterioso Frazz, i due pubblicano con Giunti Editore, forse la più importante editrice specializzata, il loro primo libro. Un’occasione da non perdere per appassionati e non di rivivere un momento storico per la musica italiana, capace di sfornare gruppi apprezzati in tutto il mondo, in grado, come nel caso della PFM, di riempire anche le arene d’oltreoceano.

Ideale approfondimento del precedente volume di Cesare Rizzi (Progressive, Giunti, 1999) contiene più di cento voci di solisti e gruppi, duecento fra valutazioni e recensioni dei diversi album, divise tra band ‘maggiori’ e ‘minori’, e un mare di altre informazioni in grado soddisfare quasi ogni curiosità. I miti, le storie, le riviste e i grandi raduni, come quello al parco Lambro di Milano, vengono raccontati anche attraverso decine di immagini a colori che ci proiettano indietro nel tempo. Una sorta di “archeologia musicale” in 128 pagine, come ci dice lo stesso Gaboli.


Quando la strada diventa palcoscenico (Periodico Novarese - giugno 2007)

 

I protagonisti sono stati due. La musica, come è naturale, e il tempo variabile, ospite inatteso di questo giugno un po’ così.

Giunto alla sesta edizione, il Novara Street Festival ha confermato la tendenza, inaugurata con l’edizione dello scorso anno, al viaggio e alla strada, avvicinandosi ancora di più alla filosofia dei “buskers” (termine inglese utilizzato soprattutto nei paesi del nord Europa), cioè gli artisti girovaghi che si esibiscono, da sempre, per le vie e le piazze delle città europee con arti varie di intrattenimento e spettacolo.

Di più. Storicamente tracce della loro presenza si possono far risalire addirittura alla civiltà egizia e a quella etrusca. A Tarquinia è, infatti, ancora visibile la cosiddetta “tomba dei giocolieri”, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C., nei cui affreschi troviamo ritratti, musicisti, acrobati e danzatrici.

La formula di quest’anno, dicevano, ha visto l’avvicendarsi di ben cinque comuni diversi che, a turno, hanno ospitato la carovana itinerante del festival e i suoi artisti provenienti da più di quindici differenti paesi. Dall’Argentina alla Polonia, dal Cile alla Gran Bretagna, la voglia di esibirsi non ha confini.

Per il debutto è stata scelta Galliate e il Castello Sforzesco Visconteo, suggestiva cornice per la cena inaugurale dell’8 giugno, cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni e gli sponsor del festival. Per le

strade del centro storico e all’interno del castello stesso sono poi seguite le prime esibizioni, che hanno attirato un pubblico numerosissimo, stimato in circa diecimila presenze.

Si è passati, nel weekend del 9 e 10 giugno, ad Oleggio, che ha riservato alla manifestazione un’accoglienza altrettanto calorosa. Tanta la gente per strada, ottima la risposta della città, con moltissimi tra negozi e bar aperti. Il palcoscenico naturale questa volta è stata piazza Martiri e le vie limitrofe. In occasione del passaggio del festival Le Poste Italiane, presenti con un proprio stand, hanno anche creato uno speciale annullo filatelico dedicato ad appassionati e non.

Le successive tappe, quelle in riva ai laghi, ad Orta e poi ad Arona, nonostante l’entusiasmo di artisti e pubblico, hanno patito l’arrivo della pioggia. Ad Arona, in particolare, gli artisti hanno fatto di tutto per cercare di esibirsi nonostante il maltempo, suonando come potevano, improvvisando jam session, trasformando l’interno della segreteria in un palco improvvisato.

La kermesse è infine giunta venerdì 15 nel capoluogo novarese, per la tre giorni conclusiva.

La prima giornata si è aperta ancora nel segno dell’incertezza per le condizioni meteo, tanto che  le esibizioni e gli eventi speciali del pomeriggio sono stati cancellati.

La manifestazione vede infatti in ogni tappa, due momenti distinti di spettacolo musicale, uno pomeridiano e uno serale, preceduti da svariati eventi a cura degli artisti e delle associazioni locali e affiancati da performers come clown, maghi, cantastorie, mimi e giocolieri.

La serata per fortuna si è rivelata ideale sia per fare che per ascoltare musica. Il cielo sgombro dalle nuvole e una leggera brezza a rinfrescare l’aria. La festa può cominciare.

È l’occasione per molti novaresi di riscoprire il piacere di girovagare senza meta per le vie del centro storico, finalmente vive e animate, lasciandosi trasportare solo dalla curiosità e dalle note che provengono da ogni parte.

Per esempio, entrando nel Broletto risuonano quelle del Bolero di Ravel, e a produrle sono i The Bottle Band dalla Polonia che, soffiando dentro vecchie bottiglie di birra riempite a vari livelli di acqua e cera, creano sonorità lievi e suggestive.

E’ invece il blues a farla da padrone in piazza Cavour, con gli argentini Gabriel Delta & the Hurricanes e, proseguendo sul corso, anche con i K3 e la loro fenomenale armonica.

Impossibile poi non fermarsi ad ascoltare il coro Children of Sevlievo, con il loro stile inconfondibile, che propone un repertorio di brani della tradizione bulgara e della più moderna world music, coreografato con danze popolari.

Altra piacevole scoperta di questa edizione sono stati gli inglesi Los Albertos con il loro ska-punk, spensierato, sostenuto da una ritmica del basso quasi da disco music. E i Gadjo, una vera multinazionale del folk gipsy, con musicisti provenienti da Spagna, Belgio, Stati uniti, Danimarca, Francia e Gran Bretagna, legati dalla passione per lo stile e la musica gitana mista a influenze molteplici.

A rappresentare il Jazz, a pochi giorni dalla conclusione del Novara Jazz Festival, gli Almost Quartet, gli NN trio, gli Accostomed Jazz Quartet, ma soprattutto i Duo Duo da Amsterdam. Contrabbasso e chitarra e una ricerca musicale tutta rivolta a combinare gli standard tradizionali alle improvvisazioni più attuali.

La giornata di sabato 16 ha visto il vero e proprio boom di presenze. A cominciare dall’aperitivo musicale delle 11.30, prodeguendo con gli eventi del pomeriggio (la Compagnia delle Almee e la loro danza del ventre, la musica e la recitazione dei Sognattori, il teatro del Popolo delle Ortiche, l’orchestra Ensamble ArtEssenziale, solo per citarne alcuni), per finire con gli spettacoli degli artisti dello Street e l’immancabile ritrovo all’Osteria del festival, allestita ancora una volta nel Castello Sforzesco di piazza Martiri.

Altra novità di quest’ultima edizione è stata la presenza di due nuovi punti di ristoro, la Pizzeria Street festival in piazza Puccini e la Trattoria Street festival in piazza Gramsci. Grazie alla posizione proprio nel cuore della manifestazione, hanno riscosso notevole successo. Permettendo, a chi lo desiderava, di gustarsi una cena all’aperto con un piacevole sottofondo.

E all’Osteria del Festival  nel Castello di Novara abbiamo intercettato alcuni componenti dell’Associazione Culturale Novara Street Festival, e ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

“Come scegliete gli artisti che partecipano al festival?”. “Direttamente.” Ci dice Chicco Ferrario direttore artistico della manifestazione. “Nel senso che ci rechiamo di persona nei vari festival europei, come Berna e Ferrara, e selezioniamo ‘sul campo’ gli artisti che ci convincono di più. Quelli che secondo noi possono rendere meglio in una situazione particolare com’è quella della musica in strada. Più di rado ci affidiamo all’esperienza di persone di fiducia, che ci segnalano gruppi validi. E’ il caso, quest’anno, degli inglesi Los Albertos”.

“Questo vale per tutti gli artisti che si esbiscono?”.”No, certamente. Solo una piccola parte viene invitata direttamente da noi. Per la grande maggioranza sono i gruppi stessi a contattarci. Poi noi diamo gli accrediti.”. “Quali sono le difficoltà?”. “Per la parte che mi compete, una delle principali difficoltà è il tempo. Nel senso che spesso trascorrono molti mesi tra il primo contatto con la band e la materiale esibizione al festival, e questo comporta magari cambiamenti inaspettati nella formazione del gruppo, con elementi che variano o che vengono aggiunti. Altra difficoltà, sono i forfait dell’ultimo minuto. Trovare per tempo dei sostituti validi non è sempre facile.”

“Qualcono ha notato che quest’anno c’è stata una netta prevalenza di gruppi blues, è una vostra scelta?”. “No, assolutamente.” Prosegue Ferrario. “Come dicevo, ad eccezione di pochi gruppi, sono le band stesse a candidarsi, e quest’anno il caso ha voluto che si presentassero più formazioni blues.”

“Cosa ci puoi dire delle postazioni palco?”.“Rispetto all’edizione dello scorso anno ne sono state aggiunte due e in linea di massima il loro numero si aggira sempre intorno alla trentina. Abbiamo anche cercato di migliorarne la disposizione in base all’esperienza passata. Non vogliamo che gli artisti siano costretti ad esibirsi davanti a poco pubblico per una posizione infelice.”

“Un bilancio?”. “Siamo soddisfatti. Le condizioni metereologiche quest’anno sono state spesso incerte, ma  nonostante ciò la presenza di pubblico è stata davvero buona.”
Come tradizione, dopo gli spettacoli del pomeriggio, il gran finale si è svolto domenica 17 nel castello sforzesco. Ad alternarsi nello Street Party, su vero eproprio palco, di fronte ad un folto e partecipe pubblico, i migliori tra gli artisti italiani e stranieri che hanno animato la manifestazione nei giorni precedenti.
A questo punto non ci resta che attendere con pazienza l’edizione 2008.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Steet Festival riserva 2007: degustazioni sonore (Il Periodico Novarese, novembre 2007)

I tanti appassionati del Novara Street Festival si erano ormai abituati a dover  aspettare con pazienza per dodici mesi l’arrivo della nuova edizione del tradizionale appuntamento d’inizio estate. Ma quest’anno è accaduto l’imprevedibile e la manifestazione si è sdoppiata, regalando le stesse atmosfere di musica e arte in strada anche in una nuova veste autunnale.

La location scelta per quest’appendice del festival è la cosiddetta “strada del vino”. In un percorso di 10 km lungo la provinciale 299, le città di Fara, Sizzano, Ghemme e Romagnano Sesia hanno ospitato tra le colline novaresi gli artisti e il pubblico nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 ottobre.

Con il patrocinio della Provincia di Novara, la collaborazione delle varie amministrazioni locali e il contributo della Regione Piemonte, nonchè di moltissime tra cantine e aziende vitivinicole della zona, l’associazione Novara Street Festival ha reso possibile questo nuovo e piacevole connubio tra musica ed enogastronomia.

La formula scelta è stata quella ormai collaudata, con i vari palchi sparsi per i centri storici, gli esecizi pubblici aperti anche fuori orario e il ritrovo per la cena e l’allegro fine serata all’Osteria del Festival. Fra le tante specialità offerte a cura delle Pro Loco, il pubblico ha potuto gustare piatti tipici come lingua e bagnetto, risotti al vino, gnocchi al gorgonzola, rűstiscion, polenta e tapilucco e torta di San Damiano.

Lo svolgimento contemporaneo in diverse località poi si può inserire nella vocazione itinerante dello Street Festival, già sperimentata con successo nelle ultime due edizioni. Edizioni che hanno visto coinvolte, in un ideale percorso di avvicinamento al gran finale nel capoluogo, Galliate, Oleggio, Orta e Arona.

Confermata anche la sempre ricchissima multinazionale degli artisti presenti. Personaggi ormai noti al pubblico del festival come gli inglesi Los Albertos e il loro irresistibile misto di rock, ska e punk. I Gadjo, veri e propri mattatori dell’ultima edizione estiva, con il loro jazz dalle influeze gitane. Il gradito ritorno delle tedesche  Pinkspots, musica swing e look anni trenta per le tre voci femminili e la loro band. Il blues dei Gabriel Delta & the Hurricanes, il flamenco dei Los Chitarones, lo swing dei novaresi R.A.M.A., il bluegrass blues dei Bluegrass Session. Tra i non musicisti si sono rivisti il simpatico e inconfondibile “uomo del vento” Mimito e le ragazze Truccatichetitrucco con la loro arte del truccabimbi.

Molti anche i volti nuovi. Come i Concertino Burro e Salvia e il loro repertorio di canzoni italiane del periodo ’20-’50. Gli argentini Aureliano Tango Club, veri innovatori del tradizionale genere sudamericano. I Folka Miseria che hanno presentato un repertorio che spazia dalla tradizione valsesiana, alle musiche occitane, bretoni, galiziane e basche. I quattro Masche Parpaje nei loro costumi medievali a eseguire melodie d’altri tempi con particolari strumenti come la piva, l’ocarina, i cucchiai e le tachenettes.

Sul versante giocolieri e dintorni si è fatto notare il bravissimo argentino Fede “Scoch” Braguinsky, assolutamente coinvolgente con il suo spettacolo fatto di umorismo e acrobazie.

Vista la particolare scelta nella disposizione delle esibizioni, si è optato per una novità anche in tema di spostamenti. L’organizzazione di un servizio di bus navetta per collegare in tutta sicurezza le varie sedi del festival, oltre alla possibilità di sfruttare un percorso cicloturistico, escluso al traffico delle automobili, appositamente studiato per gli amanti della salute e delle due ruote.

Tra le curiosità dello Street Festival Riserva 2007 si è visto anche l’“happy quartino”. Parafrasando simpaticamente l’ormai istituzionale happy hour, è stato offerto presso appositi stand curati dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte un momento di degustazione gratuita di prodotti vinicoli per quindici minuti ogni ora, durante tutta la durata della manifestazione che si è svolta, tra l’altro, proprio nel decennale del riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita al vino “Ghemme”.

Anche l’impegno sociale ha avuto ampio spazio durante la due giorni festivalizia. Oltre alla “strada della solidarietà”, che raccoglie stand e banchetti delle varie associazioni di volontariato, presenza ormai costante fin dalle prime edizioni della manifestazione, si è registrata anche una nuova interessante iniziativa, la distribuzione di nastrini rossi ad artisti e collaboratori per testimoniare l’ideale vicinanza al popolo dell’ex Birmania nella sua difficile lotta per la democrazia.

La chiusura del festival è stata affidata al tradizionale spettacolo collettivo, che si è svolto domenica sul palco dell’Osteria Street Festival di Romagnano Sesia con l’esibizione di molti tra gli artisti più apprezzati durante le giornate del festival.

 

torna su